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Nebrodi
 
 
 
 
 
 

 

 

   A spasso sui monti Nebrodi verso l'Etna

 

   Un itinerario sulla catena dei Monti Nebrodi, nella Sicilia nord-orientale le cui alture degradano gentilmente verso le deliziose vallate sottostanti, è assai piacevole perchè gli strappi e le pendenze medie sono piuttosto vivaci, per cui questo percorso è un buon allenamento da strada che coniuga salite, discese, scorci panoramici e vasti tratti in piano da velocità costanti.

 

   Una magnifica avventura, una gradevole passeggiata, una inebriante degustazione di armoniosa bellezza della natura, di ammalianti paesaggi e deliziose visioni di paesaggi unici e irripetibili. Dopo una simile esperienza occorre vi sia il giusto regalo al fisico e alla mente così impegnati in cose che non sono alla portata di tutti e tutti i giorni della settimana.

 

   LA CUCINA ESPRESSIONE DEL TERRITORIO

Questa premessa mi è parsa doverosa perchè un territorio esprime una “cucina” e dunque una tradizione culinaria soprattutto grazie ai prodotti che produce. La gastronomia della montagna nebroidea non fa eccezione e la produzione dei suoi cibi è stata determinata dai prodotti che nel tempo erano più disponibili e si trovavano facilmente in quantità. Se a ciò aggiungiamo certe nuove abitudini alimentari, come il ridimensionamento del consumo di carne, associate al degrado ambientale che ha avuto la conseguenza di vedere ridotta al minimo la presenza di certe specie animali, penso a certi tipi di cacciagione ma anche alla stessa pesca nei fiumi, è facile comprendere un ridimensionamento dei prodotti che sono stati a lungo alla base della cucina di questo territorio.

 

   LE INFLUENZE ESTERNE

Questa lunga premessa non deve indurre ad un eccessivo pessimismo perché la nostra cucina ha mantenuto qualità, certe tradizioni sono state rispettate e la nostra ristorazione – ristoranti, trattorie, agriturismi – hanno tenuto fede alla genuinità e originalità di certi piatti. Magari va sottolineata una certa diversità, fra le stesse zone della montagna, in base anche a certe influenze avute nel tempo. Già nei primi del ‘900, per esempio, la presenza di un forte fenomeno di “villeggianti”, che si spostavano dal mare alla montagna spesso repentinamente, ha avuto il suo peso. Si trattava di una villeggiatura borghese di provenienza settentrionale che induceva i proprietari degli alberghi, loro stessi spesso provenienti da fuori, a ricercare cuochi professionisti che provenivano da quelle località e lasciavano una loro impronta. Cuochi e cuoche che lasciavano il loro modo di lavorare, i loro “segreti”, insomma, la loro impronta. Una considerazione a parte, infine, la merita Abetone che aveva una sua storia particolare dovuta al turismo invernale legato alla neve.

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 

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