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Il flop dei distretti turistici in Sicilia:

«Progetti inutili, milioni in fumo»

Nessuna programmazione e priorità agli eventi episodici con uno sperpero impressionante di risorse senza ritorno.

Le analisi costi - benefici lo evidenziano. Ma era tutto prevedibile e tutto rimane del pantano della burocrazia.

 

 

   PALERMO. Dovevano promuovere la Sicilia suddividendola in zone ideali, omogenee, ognuna accomunata da risorse naturali, storia, siti culturali, sfruttando i fondi comunitari a disposizione.

 

   In dieci anni invece i distretti turistici, consorzi di Comuni e imprese, si sono rivelati un flop clamoroso: ne sono nati addirittura 25, una decina non ha prodotto alcun progetto, 12 milioni sono rimasti nei cassetti mentre gli unici soldi spesi, poco più di 12 milioni, sono serviti soprattutto per iniziative «autoreferenziali», «locali», che hanno «penalizzato l’Isola in termini di visibilità e di mancata sinergia nell’impiego delle risorse». La domanda: Ma prima di ipotizzare zone, distretti e congreghe varie avete verificato lo stato del territorio? Siti abbandonati, strade inaccessibili, segnaletica inesistente, degrado in ogni luogo con una presenza impressionante di custodi stipendiati per nulla. Questa è la Regione Siciliana.

 

 

   A metterlo nero su bianco è stata la Regione stessa, che ha deciso di cambiare rotta riducendone il numero e riformandone il modello. E nel progetto di riforma fa il punto della situazione spiegando che nella storia dei distretti «emergono periodi di inattività prolungata, irregolarità nel funzionamento o nella gestione, difformità sostanziali delle attività realizzate rispetto al programma di sviluppo».

 

   Così l’ex assessore regionale al Turismo, Anthony Barbagallo aveva provato a rivedere tutto il sistema, li aveva ridotti a sette denominandoli «Dmo», sigla che in inglese sta per «destination management organization» e puntando a migliorare la promozione del marchio Sicilia grazie alla collaborazione tra enti pubblici e privati ma niente di tutto questo ha avuto seguito  perchè in fase di attuazione tutto rimane legato ai famigerati bandi costruiti ad hoc per chi sulla carta ha i titoli ma non le idee e progettualità. Notizia di questi giorni è che la Regione non ha i fondi per realizzare i progetti approvati...progetti senza fondi o progetti per modo di dire?

 

 

   Da lettore mi pongo una domanda: Con la sigla in inglese sarebbe cambiato tutto? Ho i miei dubbi perchè ho capito che si è trattato dell'ennesima manovra politica e stavolta preelettorale. Tante volte ho tentato di proporre cose sensate e produttive alla pubblica amministrazione, a volte nessuna risposta altre complimenti per il progetto ma non ci sono fondi. I fondi ci sono quando li può maneggiare la politica politicante...R.R. 

 

 
 
 
 
 
 
 
 

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