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     Patrimonio Culturale:

mobile, artistico e architettonico 

Eredità Culturali, anche immateriali

     Da un convegno svoltosi alcuni anni or sono per iniziativa dell’ex assessore Pagano, circa la valorizzazione dei Beni Culturali improntato su: ”Innovazione tecnologica legata a doppio filo con la tradizione” argomento di cui noi, come redazione ci eravamo già occupati, pone l’accento su un concetto: “Il patrimonio culturale – modelli innovativi di tutela, valorizzazione e fruizione”, proponendo una moderna gestione dei musei e dei siti monumentali così come la pianificazione delle aree di pregio paesaggistico che sono stati per troppo tempo marginali.

     Citiamo alcuni interventi di prestigio, primo dei quali De Mattei, pongono il nostro patrimonio culturale in una spiccata dimensione materiale impressa nello spazio che evoca una memoria radicata nel tempo. Accanto all’eredità culturale dove esiste comunque una eredità immateriale sconfinata: espressioni, luoghi, identità, testimonianze viventi, saperi e persino sapori che affiancano i beni materiali divenendone il loro naturale completamento.

     Nell’epoca della multimedialità (Mauro Mazza, ex dir. TG2 RAI) e delle nuove tecnologie, per approntare un’efficace comunicazione dell’eredità culturale italiana, non basta fare un’operazione di travaso, trasferendo in file elettronici la nostra sconfinata eredità. Bisogna altresì affiancare agli informatici i letterati, che con la loro capacità narratoria restituiscano l’idea che sta dietro l’opera, il monumento o la rappresentazione, in maniera tale da comprendersi che alle spalle del lavoro ci sono stati carne e sangue, pathos e vita.

     Il più efficace punto di partenza è il senso di appartenenza, che travalica i diversi punti di vista, e rappresenta l’identità comune: l’esercizio della memoria deve diventare esercizio di passione e di amore.

     Non a caso noi abbiamo parlato da sempre di “sentimento del tempo” nelle opere dell’arte, mobili artistiche o architettoniche, di quel sentimento che vigeva nel momento del concepimento dell’opera stessa, dei motivi del committente nel periodo storico di riferimento. Acireale, per esempio, era in procinto di iscrivere parte del suo patrimonio architettonico nella World Heritage List ma, tutto è finito in un niente di fatto. La Cattedrale, la Basilica dei Santi Pietro e Paolo, il Palazzo di Città, la Basilica di San Sebastiano, la Chiesetta del Suffragio, Palazzo Pennisi di Cesarò. Che dire poi dei luoghi in cui noi, come Associazione Culturale abbiamo diretto i riflettori? La chiesetta del SS. Crocifisso del Rinazzo (1690). La casa natale di Lionardo Vigo Calanna (via Galatea). La seicentesca piazza san Michele con la chiesa a due cupole ed il palazzo Gambini? 

     Non ci pare che la nuova amministrazione appena insediata stia muovendo passi significativi verso quanto auspicava Mattei, tutt'altro.

Rosario Rigano  

 

Pagina e link collegati a cura dell'Associazione Culturale editrice "Accademia di Arti e Culture".