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Il contrario di ignoranza non è cultura
bensì curiosità.
Numerosi grandi personaggi raccontati durante un’intervista ad Aldo Cazzullo
(che loda Garibaldi) che hanno cambiato la storia del mondo, non solo
dell’Italia; erano tutta gente che non aveva potuto studiare, Michelangelo,
Raffaello, Leonardo, Colombo. Jacopo Robusti detto il Tintoretto. A 12anni erano
già al lavoro, a dipingere, a scolpire, a navigare; non sapevano il latino, il
greco e non avevano una cultura accademica ma non erano persone ignoranti perché
erano persone curiose con una incredibile sete di conoscenza e di acquisire
coscienza di ciò che li incuriosiva. Metti Shakespeare, Josè Saramago (premio
nobel per la letteratura nel 1998), Michael Faraday (uno dei più grandi
scienziati della storia), Abraham Lincoln totalmente autodidatta che ha scritto
pagine importanti per gli Stati Uniti.
In
buona sostanza il genio ma anche la sregolatezza possono manifestarsi dove non
c’è indottrinamento, pensiero unico e cultura imposta dall’alto. Einstein non
era un alunno o studente modello e non accettò mai di essere sottomesso
all’altrui pensiero. Pensiero critico: Secondo lui lo scopo dell'istruzione deve
essere sviluppare la capacità di pensare e agire in modo indipendente. Secondo i
soloni del Ministero dell’Istruzione e del “Merito”, lo studente di Acireale
deve sapere le stesse cose che da lo studente di Capalbio; tirate un po’ le
somme.
Rosario Rigano
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collegati a cura dell'Associazione Culturale editrice "Accademia
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Rigano
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