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Le illusioni della cultura.
Cultura è quando accresci il tuo sapere, con lo
studio e ne acquisisci consapevolezza. Questa è la cultura che serve per far
crescere ed evolvere i popoli. Tutto il resto è informazione, intrattenimento e
divagazione che funge da indottrinamento politico pilotato e pretestuoso
spacciato per cultura per circonvenzione di soggetti passivi.
Una
poesia può toccare il tuo intimo, la tua sensibilità e suscitare un’emozione; ma
non è cultura per gli altri.
Una
mostra d’arte può farti apprezzare il senso del bello in quanto tale, il
concetto dell’arte, deliziarti la visione; ma non è cultura per gli altri.
La
presentazione di un libro dimostra solo la capacità dello scrittore di
intendimenti ed espressioni verbali dell’autore, il suo essere erudito; ma non è
cultura per gli altri.
La
proiezione di un film può farti riflettere o creare in te nuove e diverse
convinzioni ma è sempre di parte e fa’ parte di una visione personale del
regista e non può formare la tua cultura personale.
Far
passare per cultura l’esibizione dei Maneskin o Achille Lauro è assolutamente
demenziale; come non possono essere spacciati per cultura sermoni ecclesiali o
rappresentazioni teatrali di vario genere. Tutto questo va’ classificato come
intrattenimento e divagazione per creare ilarità.
Cultura
è un convegno dove gli intervenuti si confrontano, dibattono, apportano nuovi
contributi alla ricerca e alla divulgazione del sapere per erudire le masse,
discernendo per loro luoghi comuni, culture vere o di comodo come pure gli
indottrinamenti.
Oggi,
con la cancel culture e l’A.I. non si costruisce più, si distrugge il sapere e
lo scibile millenario dei siciliani perché da ciò non scaturisce consapevolezza.
Ma
cos'è la consapevolezza culturale?
Conosciuta
anche come sensibilità culturale, la consapevolezza culturale comprende la
conoscenza, e l'accettazione di altre culture. Comprende l'accettazione della
diversità culturale che oggi caratterizza la nostra società. Un aspetto
fondamentale della consapevolezza culturale è la traduzione accurata del
linguaggio, che aiuta a colmare le lacune comunicative e a favorire la
comprensione reciproca.
La
cultura come consapevolezza, ovvero sviluppare capacità di mantenere spirito
critico e riflessivo; ragionato monitoraggio del nostro agire o del nostro
vivere in società. È l’esperienza vissuta che forma la consapevolezza, in
pratica. In mancanza di ciò l’uomo rischia di perdersi nel mondo della
globalizzazione perdendo il senso della dimensione culturale che innesca la
dimensione etica.
Ricapitolando, la consapevolezza è la capacità di riconoscere in modo chiaro e
non giudicante, pensieri, emozioni, sensazioni corporee e l’ambiente circostante
nel presente. Rappresenta uno stato vigile, spesso definito coscienza o
cognizione profonda del proprio vissuto. Percepire il senso profondo delle cose,
il valore intrinseco, grazie alle proprie esperienze di vita.
E
allora, oggi come oggi, niente è più fuorviante di dare come nome ad un generico
magazine “mese della cultura”. Vogliamo fare vera cultura? Bene, prepariamo il
terreno più idoneo!
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