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Pagina e link collegati a cura dell'Associazione Culturale editrice "Accademia di Arti e Culture".
 
 
 

 

     

          Il senso di "Amore per il territorio" e

       rispetto per i suoi abitanti sono correlati.      

    Secondo Viktor Emil Frankl, filosofo, medico e psichiatra sopravvissuto ai campi di concentramento nazisti, l’essere umano è una creatura fondamentalmente orientata alla ricerca di senso. Senso che dovrebbe scaturire da un’attenta analisi esistenziale nella ricerca dello stesso; quindi volontà di significato e l’importanza delle implicazioni operative.

   Oggi, però, i nostri politici e burocrati sono troppo occupati a far quadrare i loro conti, a gestire l’elettorato e a salvaguardare il proprio pacchetto elettorale nell’imminenza di scadenze elettorali; val bene una poltrona conquistata che occuparsi di qualche migliaio di oche che starnazzano nello stagno?

    Ho anteposto due riflessioni riguardanti rispettivamente “verità e senso” perché entrambi gli argomenti sono insiti ad un tema che “ci” sta a cuore e che penso necessiti di conoscenza e coscienza più approfondita: “Amore per il territorio”.

     Parlo di Acireale e dico che l’obiettivo è dare vita propria a questa città, a tutto il complesso di attività che in essa si esercitano, agli eventi che in essa si svolgono, alle persone che la vivono, ai bambini che vi crescono e si formano per dare un senso alla storia ed agli eventi che qui si sono succeduti su tutto il territorio non soltanto sulle solite storiche tre strade del centro. Oggi non è più tempo di rinvii né di promesse vacue e pressochè irrealizzabili; se il degrado urbano, testimoniato dall'incuria, dalla sporcizia, dall'abuso sistematico, dal disordine veicolare, dall'affissione selvaggia, dal volantinaggio indiscriminato, dall'assenza di controllo del territorio sembra ormai la normalità quotidiana, vuol dire una sola cosa: assenza di un governo della città con totale disinteresse degli ordini costituiti. La nuova (si fa per dire) amministrazione gioisce per un discreto flusso di persone accorse in occasione della sfilata di sei carri infiorati e di qualche intrattenimento folclorico. Gioiscono i commercianti di quelle zone che affermano di aver lavoricchiato. Abbiamo verificato una lunga serie di baraccati e bancarelle disseminati su tutto il centro. Questo è turismo in una città che ha smarrito il proprio blasone storico e culturale? Si incazzano invece gli abitanti del restante territorio alle prese con i problemi di sempre mai risolti. Una domanda mi pongo e cioè: I consiglieri comunali che raccolgono consensi elettorali nel resto del territorio, con quale motivazione chiedono il voto? 

     Ridare la cultura di appartenenza e non di dominio sul territorio. Sconfiggere l’indifferenza e creare interesse per il più nobile degli intenti politici: “Amore e cultura per la cosa pubblica” la nostra cosa pubblica ma soprattutto dei nostri figli, ricordando che un solo principio sta alla base di tutte le religioni del mondo, lo stesso che accomuna le democrazie liberali: “Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”, ci schieriamo contro soprusi e vessazioni, imposizioni e circonvenzioni con un fermo NO ai “favori” che sono già diritti acquisiti e spettanti che non debbono subire trattative per i doveri di tutti. Fuori da questo basilare “principio liberale” si crea sudditanza anche psicologica.

   Noi non ci riconosciamo in questo sistema politico-amministrativo.