.

.

.

    Portale del turismo siciliano

 

Amori, Colori, Sapori di Sicilia.

 

Il Tempio del Vino

 

L'ex ministro Lorenzin:

"La dieta mediterranea vale 10 mld di risparmi" 

 

I derivati della frutta rappresentano alimenti ideali, soprattutto da un punto di vista energetico, per la colazione e i fuori pasto, in quanto apportano un contributo calorico mediamente inferiore a quello fornito da altri snaks abitualmente consumati in tali momenti di pause o relax.

 
 
 
 
 
 
 

 

     Sagre, eventi, manifestazioni, tutto concorre a valorizzare il territorio, a incrementare le attività che vivono di peculiarità locali ma non solo. Ogni città presenta una vetrina variegata e completa di prodotti tipici. Molte assolvono in maniera esemplare al compito di promuovere storia e tradizioni, anche enogastronomiche, del territorio, altre svolgono un’importante funzione sociale per le esplicite e meritorie finalità benefiche.

 

  Tutela, valorizzazione ed utilizzo dei prodotti dop, doc e igp dell’area etnea.

 

   La denominazione di origine protetta, meglio nota con l'acronimo DOP, è un marchio di tutela giuridica della denominazione che viene attribuito dall'Unione Europea agli alimenti le cui peculiari caratteristiche qualitative dipendono essenzialmente o esclusivamente dal territorio in cui sono stati prodotti.

 

   L'ambiente geografico comprende sia fattori naturali (clima, caratteristiche ambientali), sia fattori umani (tecniche di produzione tramandate nel tempo, artigianalità, savoir-faire) che, combinati insieme, consentono di ottenere un prodotto inimitabile al di fuori di una determinata zona produttiva.

 

   Affinché un prodotto sia DOP, le fasi di produzione, trasformazione ed elaborazione devono avvenire in un'area geografica delimitata. Chi fa prodotti DOP deve attenersi alle rigide regole produttive stabilite nel disciplinare di produzione. Il rispetto di tali regole è garantito da uno specifico organismo di controllo.

   Oltre a garantire la qualità, la salute dei cittadini vanno così garantiti posti di lavoro che coinvolgono un vastissimo indotto. In tutto questo primeggia anche l’immagine dei luoghi di provenienza. I prodotti tipici della Sicilia, DOP e IGP, sono presenti in tutte le zone dell'isola, e disegnano un paesaggio agrario vario e suggestivo.

   Le tre catene montuose principali della Sicilia sono quelle dei Peloritani, dei Nebrodi e della Madonie. Tutti i rilievi sono comunque dominati dal cono dell'Etna (3.263 metri s.l.m.), il vulcano più alto d'Europa, che ha dato il nome anche a uno dei parchi regionali più importanti dell'Isola. Le sue ceneri sono il segreto della elevata fertilità della piana di Catania, la più vasta ed anche la più intensamente coltivata dell'isola.

   E' questa la zona dove, come in altri limitrofi comuni della provincia di Siracusa ed Enna, si produce l'Arancia Rossa di Sicilia IGP, quasi il simbolo dei prodotti tipici siciliani. Si tratta di alcune varietà di arance (tarocco, sanguinello e moro) facilmente riconoscibili per l'intensa pigmentazione rossa della polpa. Tale caratteristica appare legata alla presenza di particolari sostanze (antociani) che influiscono anche sul gusto e il profumo del frutto maturo.

 

Gli agrumi hanno avuto origine in Cina ed in altre regioni orientali quali Malesia, India, Thailandia. Nel tempo si diffusero dai luoghi di origine ad altre regioni orientali e da qui seguirono il cammino della civiltà, unendo idealmente l’Oriente e l’Occidente. Gli agrumi ebbero nella civiltà cinese il ruolo che la vite rivestì per l’antica civiltà di Roma. Ma I primi scopritori delle proprietà nutritive delle arance sono stati gli Arabi.

La zona di produzione dell’arancia rossa di Sicilia comprende i comuni di Adrano, Belpasso, Biancavilla, Caltagirone, Castel di Judica,  Catania, Grammichele, Licodia Eubea, Militello in V.C., Misterbianco, Motta S, Anastasia, Palagonia, Paternò, Ramacca, Santa Maria di Licodia, Scordia e Randazzo. L’arancia rossa contiene soprattutto vitamine C e A + il gruppo B, contiene anche antiossidanti e drena l’invecchiamento delle cellule.

L'origine del limone è tutt'ora poco chiara, anche se è verosimile pensare che i primi alberi siano stati coltivati in Assam (una regione nel nord-est dell'India), nel nord della Birmania e in Cina. Uno studio genetico sull'origine del limone ha concluso che potrebbe essere un ibrido tra l'arancio amaro ed il cedro.

Il limone Verdello è una cultivar di origine sconosciuta, coltivata da epoca remota in Sicilia, nei comuni di Acicatena, detta appunto città del limone verdello, Acireale e Fiumefreddo (provincia di Catania). La polpa è mediamente succosa, con un’acidità meno accentuata rispetto al Primofiore (altra varietà coltivata in Sicilia). Aumenta la produzione di globuli bianchi, è rinfrescante, disintossicante e calmante ed è altamente nutrizionale. 

Il mandarino proviene dalle zone tropicali dell'Asia. Si pensa che il suo nome è dovuto al colore dei vestiti qu usavano i Mandarini, governanti dell'antica Cina. Si può affermare che è un frutto originario di Cina e Indocina. La sua coltivazione fu introdotto in Europa nel XIX secolo. Nella comunità Valenciana (Spagna) si coltiva il 90% del mandarino di Spagna.

Il mandarino è uno dei tre agrumi originali del genere Citrus assieme al cedro ed al pomelo. Da quando è stata accettata la teoria secondo la quale tutti gli agrumi derivano da queste tre sole specie, il mandarino ha certo acquistato importanza storica, in quanto si tratta dell’unico frutto dolce tra i tre originali. Risulta essere assai rilassante, calma l’ansia e combatte l’insonnia, contiene “limoname” (antiossidante) che ha la caratteristica di ritardare l’invecchiamento della pelle.

La fragola a frutto grosso, oggi diffusa in tutto il mondo, non era presente in natura. La sua origine è avvenuta in Europa circa 300 anni fa grazie ad un incrocio provocato dall’uomo fra una specie selvatica del Nord America e una del Sud America.

La produzione delle fragole ha reso Maletto famosa nel mondo: gustare una fragola di Maletto significa fare il pieno di un profumo e di un gusto che solo queste terre riescono ad infondere al rosso e polposo frutto. La fragola oggi costituisce una bella fetta dell’economia agricola malettese. La Sagra, è stata istituita dal Comune nel 1986. Le fragole sono ricche di vit. C attivano il metabolismo, proteggono i denti, contrastano la cellulite, l’ipertensione e l’invecchiamento.

La specie Vitis vinifera, cui appartengono le viti coltivate per la produzione di uva sembra essere originaria dell'areale compreso tra l'Asia occidentale, l'Europa e l'Africa settentrionale e per questo viene chiamata vite asiatico-europea. Nel 600 avanti Cristo arrivò in Europa (Francia) ad opera dei Fenici, mentre nel II secolo dopo Cristo fu introdotta in Germania dai Romani.

La varietà di uva maggiormente prodotta è l'uva Italia anche se da parecchi anni si sono affacciate decine di nuove varietà. L'uva da tavola di Mazzarrone ha da poco ricevuto il marchio di garanzia IGP, ossia l'identificazione geografica protetta. L’uva è ricca di proprietà nutritive, rigenera il corpo e regolarizza l’intestino.

Sulle pendici dell’Etna esiste un’interessante produzione di varietà autoctone di mele, spesso in coltivazione biologica e quasi sempre sopra i 1.300 metri di altitudine. Si tratta delle Cola e Gelato Cola (nate dall’incrocio fra le prime e le Gelato) con una superficie complessiva che si aggira sui 600 ettari.

Tale diffusione è da mettere in relazione con la sua ampia adattabilità agli ambienti più freddi, ciò che ne consente la presenza lungo le pendici del vulcano, a quote più elevate rispetto agli altri fruttiferi. la sua presenza si riscontra più diffusamente nella fascia compresa tra 600 e 1.400 metri di altitudine. I comuni più interessati alla coltivazione sono Pedara, Nicolosi, Ragalna, Biancavilla, Adrano sul versante sud-occidentale e Zafferana, Milo e Sant’Alfio su quello orientale, tutti in provincia di Catania.

La coltivazione e consumo del frutto del melograno o melagrana nella fascia che va dall'Armenia all'Azerbaigian, Iran, Afghanistan, Israele, Palestina ed Egitto è documentata per il ritrovamento risalente a diversi millenni fa di reperti archeologici di residui di semi e bucce in focolari.

La melagrana ha moltissime proprietà benefiche e poche controindicazioni, per cui è un frutto consigliato per contrastare i malanni di stagione. Il frutto del melograno può essere considerato un “superfood”, ovvero un alimento ad alto valore nutrizionale, definito anche alimento-farmaco. Infatti possiede così tante proprietà nutrizionali da diventare un ottimo rimedio preventivo e curativo, per molti dei più comuni disturbi.

La melagrana è considerata l’alimento che ci prepara all’autunno perché rinforza e prepara il nostro sistema immunitario ai freddi invernali.

Le origini del nespolo comune sono antichissime; secondo studi piuttosto recenti è originario delle rive del Mar Caspio; da qui la pianta si è poi diffusa in Asia Minore e in Grecia. Nel nostro continente il nespolo è diffuso un po’ dappertutto. Gli antichi romani tenevano il nespolo in grande considerazione e contribuirono molto alla sua diffusione.

   Il Nespolo è una pianta dal frutto tipico, unico, che si produce in abbondanza nel territorio di Calatabiano, in cui trova l'habitat ideale ed esclusivo per crescere rigoglioso. A Calatabiano questi frutti vengono destinati alla produzione di conserve, marmellate, gelato alla nespola e liquore nespolino. Le nespole hanno proprietà nutritive, benefiche, terapeutiche contengono betacarotene – vit. A – producono benefici per la pelle.

L'origine della pianta del ciliegio probabilmente è nell'Asia del Nord-Est dove le ciliegie si coltivano in numerose regioni sin dall'epoca preistorica, anche se è difficile decretare con certezza il paese di origine della pianta del ciliegio. In Italia, invece, sembra che la pianta di ciliegio venne portata dall'Oriente dal grande generale Lucullo, che la piantò nel giardino della sua villa.

La zona di produzione della D.O.P. «Ciliegia dell’Etna» si estende sui versanti dell’Etna nei Comuni di: Giarre, Riposto, Mascali, Fiumefreddo, Piedimonte E., Linguaglossa, Castiglione di Sic., Milo, Randazzo, Zafferana Etnea, S. Venerina, Sant’Alfio, Trecastagni, Pedara, Viagrande, Nicolosi, Ragalna, Adrano, Biancavilla, S. Maria di Licodia, Belpasso, Aci S. Antonio, Acireale. Il frutto è ricco di vitamine C e A protegge la vista e aiuta al buon funzionamento delle difese immunitarie.

Gli alberi del pistacchio sono presenti da migliaia di anni in Medio Oriente, dove i loro frutti sono considerati da sempre una prelibatezza. I pistacchi sono menzionati nell'Antico Testamento (Genesi 43:11). In Persia (l'attuale Iran), il commercio di pistacchi e la proprietà di pistacchieti significava poter disporre di ricchezze e di uno status sociale elevato. Secondo la leggenda, i pistacchi erano uno degli alimenti preferiti dalla regina di Saba, la quale richiedeva che tutta la produzione delle sue terre venisse impiegata esclusivamente per soddisfare lei e la sua corte. 

A Bronte si producono un'infinita varietà di prodotti derivati dalla lavorazione del pistacchio, come il famoso "pesto di pistacchio" per il condimento della pasta, il gelato al pistacchio, i biscotti di pistacchio, la crema di pistacchio, il cioccolato al pistacchio e molti altri. Contiene proprietà benefiche per il colesterolo, è un alimento salutare per il muscolo cardiaco.

Il Carciofo è una pianta di origine mediterranea, molto nota fin dall'antichità per i pregi organolettici del capolino (le prime descrizioni risalgono allo storico greco Teofrasto). L'attuale nome volgare in molte lingue del mondo deriva dal neo-latino "articactus" (in alcuni dialetti settentrionali è chiamato articiocco); il nome italiano "carciofo" e lo spagnolo "alcachofa" derivano dall'arabo "harsciof".

Il carciofo: si mangiava comunemente sin dal tempo degli Egizi e molto apprezzato anche all´epoca di Greci e Romani,  Il carciofo è una pianta davvero “generosa”, di cui si può utilizzare praticamente tutto: dai capolini per il fresco a tavola o per la trasformazione agroalimentare, per finire con le foglie e le radici da cui si estraggono ortofenoli ed acidi utilizzati in farmacologia e nell’industria dei liquori. Contiene calcio, fosforo e magnesio. Sconsigliato durante la gravidanza.

Le origini della coltivazione dell’olivo sono state ritrovate in Medio Oriente, e in seguito sviluppata in tutto il bacino del Mediterraneo.
In Siria e Palestina, sono stati rinvenuti frantoi risalenti al 5000 a.C. Nello stesso periodo, “età Neolitica” sono stati rinvenuti reperti nelle zone di Torre a Mare e Fasano a sud di Bari attestanti come già in quel periodo le olive facevano parte dell’ alimentazione umana.

La strada dell’olio dell’area etnea accomuna i comuni che maggiormente si distinguono per la produzione dell’olio: Ragalna, Biancavilla, Adrano, Paternò, San Michele di Ganzaria, Mineo, Santa Maria di Licodia. L’olio d’oliva ha proprietà nutritive, benefiche, terapeutiche e curative. E’ indicato per la cura esterna della pelle così come per l’acne giovanile.

La coltivazione della patata precoce in Sicilia, come riportano i numerosi lavori di due illustri studiosi di questa coltura, Jannaccone e Foti, ebbe inizio intorno al 1910 nella fascia costiera ionica catanese, compresa tra Acireale e Taormina (ME). Essa nacque come frutto della collaborazione tra i commercianti di vino della zona di Giarre-Riposto che introdussero i primi tuberi-semi dalla Germania, dove esportavano i vini dell’Etna,

Le patate sono tuberi derivati dalla specie Solanum tuberosum. Contengono potassio, vitamina C e carboidrati complessi, e sono ottime per contrastare il diabete, disinfiammanti e molto energetiche. Le patate sono ricche di vitamina C, efficaci nel limitare i danni causati dai radicali liberi, molecole di ossigeno nocive per i tessuti organici. Inoltre, la presenza di potassio le rende un ottimo aiuto contro l’ipertensione. Impacchi con fette di patate sono utili anche nei casi di ustioni leggere, e la fecola può essere utilizzata per idratare la pelle secca.

Le patate sono alimenti energetici e disinfiammanti dell’apparato digerente; favoriscono inoltre la formazione e l’espulsione di feci abbondanti e morbide e sono utili in presenza di emorroidi, in caso di gastriti, di ulcere dello stomaco e del duodeno, di coliti, specialmente se ulcerose.

Le patate sono ricche di carboidrati complessi, dunque indicate per chi soffre di diabete. I carboidrati complessi infatti devono essere scomposti in zuccheri semplici prima di essere assorbiti, il che significa che entrano in circolazione in maniera graduale, contribuendo a una maggiore stabilità della glicemia. Le patate danno un forte senso di sazietà e perciò aiutano a controllare la fame e a perdere peso.

Il broccolo è una pianta verde commestibile della famiglia dei cavoli la cui grande testa e gambo fiorito viene mangiata come verdura. I broccoli, coltivati per lo più in Europa, appartengono alla famiglia delle crocifere. La parte edibile della pianta (51%) sono sia le foglie (cavolo cappuccio, verza, cinese, marino, nero, cavolini di Bruxelles) sia il suo interno (broccolo,broccoletti, cavolfiore). Rappresentano un alimento molto amato perché, oltre al gradevole e gustoso sapore, il broccolo ha pochissime calorie (27 per 100 gr.) e viene quindi spesso consumato nelle diete ipocaloriche. Sia i cavoli che i broccoli sono un tipico alimento invernale e quindi conviene sicuramente acquistarli nella stagione di appartenenza, quando si possono trovare anche ad un prezzo più basso.

I broccoli sono ortaggi ricchi di sali minerali (calcio, ferro, fosforo,potassio),  vitamina C, B1 e B2; fibra alimentare; tiossazolidoni, sostanze che si sono dimostrate particolarmente efficaci nella cura della tiroide. Inoltre contengono sulforafano, una sostanza che non solo previene la crescita di cellule cancerogene ma impedisce anche il processo di divisione cellulare con conseguente apoptosi (morte cellulare). Il sulforafano, insieme agli isotiocianati, esplica azione protettiva soprattutto contro i tumori intestinali, polmonari e del seno. Hanno anche un potere antianemico, emolliente, diuretico, cicatrizzante, depurativo, vermifugo. Sono indicati nei casi di stitichezza cronica per l’enorme ricchezza di fibre vegetali. Inoltre, gli specialisti consigliano il loro consumo per l’alto potere antiossidante in essi contenuto che aiuta a rafforzare le difese immunitarie e spesso viene suggerito per combattere l’Helicobacter pylori, un batterio molto resistente che colonizza la mucosa gastrica generando fastidiose gastriti ed ulcere.

La cipolla (Allium Cepa) fa parte della stessa famiglia dell’aglio, dello scalogno, del porro e dell’erba cipollina. Si tratta di un ortaggio tipico della nostra tradizione culinaria di cui spesso si evidenzia il caratteristico gusto piuttosto che le proprietà. I benefici che offre il consumo di cipolla sono invece da tenere in grande considerazione, un po’ come l’aglio, infatti, andrebbe consumata più spesso per sfruttarne tutte le proprietà.

La cipolla vanta proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, contiene inoltre buone quantità di quercitina, un flavonoide che aiuta a tenere a bada i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue, parametri che, se nella norma, sappiamo essere molto importanti per proteggere l'organismo dal rischio cardiovascolare. Oltre che sui grassi, la cipolla è in grado anche di agire positivamente nei confronti della glicemia, riduce quindi i livelli di zuccheri nel sangue.

Tra i benefici più interessanti della cipolla c’è poi la sua capacità antibatterica e antimicrobica, si tratta dunque di un bulbo in grado di impedire la proliferazione di microrganismi potenzialmente dannosi per la salute. Contemporaneamente è in grado di stimolare il sistema immunitario. La cipolla è inoltre un ottimo rimedio disintossicante e dall’azione diuretica. Cioè è dovuto alla grande ricchezza di acqua di cui è composta che la rende un rimedio naturale interessante anche per chi deve combattere il problema della ritenzione idrica, associata ovviamente ad una corretta alimentazione nel complesso e alla giusta dose di attività fisica.

 

   Specialità dolciarie, eno-gastronomiche e tipicità locali.

 

 

 

La "Cucina Mediterranea" non ha bisogno di fronzoli

- "mangiare e godere" - (col palato)

By Rosario Rigano