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   Viaggio nel Liberty

    

      Giarre può meritatamente essere considerata una cittadina in stile liberty, quel grazioso e delicato linguaggio artistico e architettonico europeo, che ha assunto molteplici forme regionali e addirittura locali.

 

      Lungo la strada nazionale, maestoso asse viario che da Catania conduce a Taormina, attraverserete, a un tratto, un paese fiorente, impreziosito da deliziosi palazzi pubblici e privati, arricchiti al loro interno, quasi sempre misconosciuto, da dipinti,decorazioni, opere di ebanisteria e in ferro e arredamenti pregevoli. Giarre vi accoglierà così sontuosamente, sfatando la sua apparente vocazione esclusivamente commerciale e svelandosi a buon diritto città d’arte.

 

     Passeggiando per la bella via Callipoli, alzate lo sguardo e scoprirete un’edilizia neoclassica, impreziosita da una decorazione minuta dei particolari, dove la caratteristica del liberty, l’uso cioè della linea sinuosa e vitiforme a creare il motivo floreale, si mescola a reminiscenze gotiche, barocche e soprattutto classicheggianti. Ecco allora il palazzo Bonaventura, con la sua originale torretta angolare e le sue decorazioni policrome, opera dell’architetto catanese Francesco Fichera; il palazzo Pennisi dalle superfici abbellite a tappeto con la tecnica del graffito; la villa D’Angelo con la sua facciata di incantevole pietra bianca; il palazzo Quattrocchi, evidente simbolo di eclettismo architettonico; infine il palazzo D’Ambra dalle originali ringhiere in ferro battuto e le cornici in pietra bianca siracusana.

 

      Se poi amate le preziosità degli interni, Vi attendono decorazioni a stucco con disegno a volute, archetti adorni con piccole margherite, pitture a soffitto con piccoli volatili ed aerei putti, pitture murali con splendidi grappoli d’uva pendenti a strascico, vetrate e tessuti, testimonianze di grande maestria pittorica, fregi dominati dalla figura tipica del liberty: il pavone stilizzato.

 

      Infine dulcis in fundo la bella cattedrale in stile neoclasico in piazza sant’Isidoro Agricola, la maestosità della sua cupola e dei suggestivi campanili ed al suo interno, sulla porta della sagrestia, una pregiata tela di Pietro Paolo Vasta raffigurante la Vergine ed i Santi.

 

      Giarre si svelerà così centro cardine che ha attirato in passato architetti e progettisti di fama nazionale, oltre a possedere un serbatoio di artisti ed artigiani nel comprensorio veramente notevoli.

 

      Vedi il pittore Sanfilippo, e gli scultori Moschetti e Iuvara. Vi attende dunque una piccola perla artistica che merita di essere scoperta e valorizzata da sguardi attenti ed interessati, capaci di cogliere le bellezze discrete ed i particolari sommessi e reconditi delle cittadine etnee.

 

Rosario Rigano