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Questa pagina/gruppo , è stata creata per sondare la sensibilità dei cittadini verso ciò che da uomini e loro idee ci sono stati tramandati dallo scorrere del tempo e che sopravviverà a noi stessi.

 
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Associazione Culturale editrice

"Accademia di Arti e Culture"

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L'Associazione Culturale editrice "Accademia di Arti e Culture" favorisce l'ingresso di nuovi iscritti/e con piccole quote di adesione.

 L'Associazione consente la massima partecipazione a tutti gli iscritti ad ogni evento, locale o regionale.

 

Il Presidente

Rosario Rigano

Gioielli di Sicilia
Scalinata centrale del Monastero dei Benedettini di Catania. Gioiello del tardo barocco siciliano e complesso benedettino tra i più grandi d'Europa.
 

 

  L’Associazione è un luogo di confronto sulle tematiche legate allo studio e all'approfondimento del valore intrinseco dei beni culturali, mobili, artistici e architettonici, archeologici e dei beni paesaggistici; contribuisce a diffondere sul territorio la cultura della cura, preservazione, tutela, restauro, fruizione, valorizzazione, promozione, e gestione del patrimonio culturale per la ricchezza del territorio, la tutela dell'ambiente atto ad accogliere un turismo culturale e d’elite.
  Mission:
- Educare al patrimonio.
- Abilità ad osservare ed analizzare i Beni Culturali.
- Conoscenza dei e sui Beni Culturali.
- Conoscenze storiche in cui i Beni Culturali siano elementi importanti.
- Conoscenze storico-artistiche in merito alle forme e ai valori estetici dei BB.CC.
- Conoscenza del territorio in cui i BB.CC. sono iscritti.
- Educazione del cittadino.

 

 

   Acireale, 08 Marzo 2017

   Conferenza stampa e convegno di chiusura del Patto Formativo di Alternanza Scuola-Lavoro promosso dall’Associazione Culturale editrice “Accademia di Arti e Culture” e proposto all’Istituto di Istruzione Superiore Gulli e Pennisi Liceo Classico di Acireale cui hanno preso parte 24 studenti per un totale di 25 ore per l’area giornalismo-editing condotto dal giornalista e scrittore Rosario Rigano, di cui è qui riportato il testo integrale di tutti gli interventi.

   L'incontro è avvenuto nell'Antisala Consiliare del Palazzo di Città di Acireale alla presenza del Dirigente Scolastico prof. Riccardo Biasco, della tutor interna prof.ssa Annamaria Zizza. E' intervenuto l'assessore comunale all'Ambiente avv. Francesco Fichera che si è intrattenuto per tutta la durata dell'incontro dialogando con i presenti. Moderatore è stato lo stesso Rosario Rigano. 

   Prima dell'inizio si è  volto un pensiero alla vera natura della ricorrenza dell’otto marzo quale Giornata internazionale della donna (comunemente definita Festa della donna) per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui sono state oggetto e sono ancora, in molte  parti del mondo. Tale giornata è ricordata a seguito di una tragedia realmente verificatasi a New York il 25 marzo 1911, l'incendio della fabbrica Triangle, nella quale morirono 146 lavoratori (123 donne e 23 uomini, in gran parte giovani immigrate di origine italiana ed ebraica.

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   Premessa sulla natura di questo evento: L’alternanza scuola-lavoro imposta per Legge, quindi obbligatoria per tutti gli studenti dell’ultimo triennio delle scuole superiori ed anche nei licei, è, secondo il Governo, una delle innovazioni più significative della legge 107 del 2015 (La (cosiddetta) Buona Scuola, ma questo è un parere personale) in linea con il principio della scuola aperta.

   Recita il dispositivo: La scuola deve, infatti, diventare la più efficace politica strutturale a favore della crescita e della formazione di nuove competenze, contro la disoccupazione e il disallineamento tra domanda e offerta nel mercato del lavoro. Per questo, deve aprirsi al territorio, chiedendo alla società di rendere tutti gli studenti protagonisti consapevoli delle scelte per il proprio futuro.

   Con l’alternanza scuola-lavoro, viene introdotto in maniera universale un metodo didattico e di apprendimento sintonizzato con le esigenze del mondo esterno che chiama in causa anche gli adulti, nel loro ruolo di tutor interni (docenti) e tutor esterni (referenti della realtà ospitante). Noi, come Associazione Culturale editrice, abbiamo proposto al Liceo Classico Gulli e Pennisi, che ha accettato, un progetto imperniato su studio ed approfondimento del territorio e lo abbiamo fatto  con spirito di obbligo morale verso i giovani studenti senza nessun ritorno economico ma un riconoscimento più alto, quello di essere stati utili e graditi a questi ragazzi i quali hanno con me vissuto esperienze virtuali a volte esaltanti a tratti però smorzate dalla presa di coscienza della realtà. Noi però abbiamo portato questi ragazzi nella vita reale, quindi attuale di tutti i giorni.

   L’alternanza può favorire la comunicazione intergenerazionale, ponendo le basi per uno scambio di esperienze e crescita reciproca, i percorsi in alternanza sono finalizzati anche ad incrementare le opportunità di lavoro e le capacità di orientamento degli studenti.

   Concordiamo pienamente nel passaggio in cui, secondo il legislatore, l’alternanza scuola lavoro è un’esperienza educativa, coprogettata dalla scuola con altri soggetti e istituzioni, purchè finalizzata ad offrire agli studenti occasioni formative di alto e qualificato profilo.

   Che il percorso di alternanza scuola-lavoro può offrire agli studenti l’opportunità di inserirsi, in periodi determinati con la struttura ospitante, in contesti lavorativi adatti a stimolare la propria creatività. La comprensione delle attività e dei processi svolti all’interno di una organizzazione per poter fornire i propri servizi o sviluppare i propri prodotti, favorisce lo sviluppo del “Senso di iniziativa ed imprenditorialità” che significa saper tradurre le idee in azione. Ma non concordiamo nell’imporre tale metodo così massicciamente ai licei, già oberati di carichi didattici che secondo noi potrebbero essere anche alleggeriti.

   Vero è che lo studente in alternanza non è mai un lavoratore, ma può apprendere competenze coerenti con il percorso di studi scelto in realtà operative ma, ho potuto appurare che duecento ore sono un’enormità.

   Certo, pur nella differenza dei ruoli e delle competenze, le scuole e il mondo del lavoro sono sollecitati ad interagire per una maggiore corresponsabilità educativa e sociale orientata alla valorizzazione delle aspirazioni degli studenti nell’ottica di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.

    Noi vogliamo dimostrare, con il nostro metodo, come da un patto formativo di alternanza scuola-lavoro con soggetto ospitante un’associazione culturale senza fini di lucro, possa nascere una proposta per dare input allo sviluppo sociale, economico e culturale del nostro territorio e di come potrebbe formarsi anche una nuova figura professionale ed altamente produttiva: “Il giornalista promoter”.

   Questo tipo di “giornalista” ovvero un narratore che sappia coniugare nell’insieme la produttività di un territorio, le bellezze paesaggistiche la qualità e la varietà dei prodotti in esso contenuti e dei loro derivati, con l’intento di immergere/coinvolgere il lettore in quel classico percorso turistico, folcloristico, enogastromico, produttivo, sociale e culturale attorno all’Etna, ovvero la parte più ricca e variegata di prodotti tipici e tipicità siciliane.

   E’ nostro intento creare una nuova figura professionale legata al marketing delle aziende produttive. Se le nostre aziende crescono e si mantengono quindi competitive, producono reddito, aumentano il prodotto interno lordo locale aprendo alla possibilità di nuovi posti di lavoro.

   Possono così investire in ricerca per migliorare la qualità dei loro prodotti ed i processi produttivi per rispettare ancor più l’ambiente di quanto sia possibile farlo oggi.

   Il giornalista promoter lavorerà non solo per la promozione dell’azienda ma anche per veicolare la qualità dell’ambiente di produzione che altrimenti rimarrebbero isolati in diversi capitoli informativi.   Un vero e proprio informatore culturale.

   Oggi siamo terreno di conquista da parte di un’agguerrita globalizzazione che sta distruggendo le nostre piccole e medie imprese emarginando i prodotti locali. Tutto questo perché la globalizzazione non è stata governata soprattutto dall’Europa.

   Vogliamo allora dire con forza comprate prima il prodotto locale per un sacco di motivi, primi tra tutti per la qualità ed il sostegno alle imprese produttive locali.

   Prima di entrare nel vivo del nostro incontro desidero aprire una parentesi dedicata ad un evento organizzato tra gennaio e marzo dello scorso anno da noi, come Associazione Culturale, in collaborazione con Istituto Comprensivo Paolo Vasta di Acireale che ha visto protagonisti gli alunni dell’ex seconda “d” di detto istituto, seguiti dall'insegnante prof.ssa Mirella Battiato, che hanno lavorato idealmente nel Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dell’Aci con esplicito riferimento all’area del Tempietto di Capomulini senza però riuscire a visitarlo. Una classe di scuola media, questa 2^d dell'Istituto Paolo Vasta come esempio di opinione pubblica.

   Di cosa abbiamo parlato ed approfondito nel corso degli incontri settimanali avvenuti in presenza di loro insegnanti.  Abbiamo in primo luogo approfondito il concetto di "Identità storica locale" ed analizzato il significato di "Amore per la città" così sintetizzato da uno degli studenti:.

   Nel gennaio del 2016, noi alunni della II D, oggi in terza, grazie alla guida del giornalista Rosario Rigano, abbiamo effettuato un percorso ideale attraverso il Parco archeologico e Paesaggistico della Valle dell’Aci, scoprendo  le innumerevoli potenzialità del nostro territorio. Per due mesi, ogni mercoledì, ci siamo confrontati  con le nostre conoscenze ed abbiamo compreso quanto possa offrire a noi e alla cittadinanza la sua concreta realizzazione.

   Siamo stati portati per mano a passeggiare nei tempi e nella storia del nostro territorio. Abbiamo percorso le origini di molti siti e monumenti; abbiamo verificato i fatti storico-sociali che ci sono stati tramandati, commentandoli, talvolta in maniera ironica, ma sempre propositiva.

   Abbiamo immaginato nelle aree oggetto di studio la vita e i rapporti sociali, anche quelli dei nostri coetanei del tempo, ma, con grande rammarico, in queste zone non è stato possibile accedervi per la chiusura più che decennale decretata dalla Sovrintendenza di Catania.

   Al contrario, abbiamo preso coscienza di alcune squallide realtà locali cui siamo abituati a convivere, tanto da non farci più caso; per noi, preadolescenti e adolescenti non esistono veri e propri spazi sociali, culturali, ed ambientali in cui far crescere la nostra creatività e fantasia, in cui può sbizzarrirsi la nostra volontà di ricerca, in cui possiamo fare nuove esperienze conoscitive.

   Per questo, a voi, Signori dell’Amministrazioni locali, provinciali, regionali, chiediamo che il nostro lavoro di studio e di ricerca non rimanga fine a se stesso, come ricordo di una delle tante attività svolte a scuola, ma che sia portato avanti nel riconoscimento di un sicuro sviluppo culturale ed economico del nostro territorio.

   I ragazzi della III D dell’Istituto Comprensivo “Paolo Vasta”

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    Veniamo al motivo del convegno. Per noi l’area di competenza, nel Patto Formativo, era ed è il giornalismo (inteso come pura informazione con spirito di deontologia professionale ed onestà intellettuale e l’editing inteso come bagaglio culturale, contenutistica del pezzo redatto e poi grafica e leggibilità di un articolo. Per il primo punto abbiamo preso a modelli due giornalisti di formazione e concezioni diverse Indro Montanelli (il giornalista) ed Eugenio Scalfari (il narciso) senza trascurare anche attori protagonisti dei nostri giorni. Ho brevemente illustrato le sostanziali differenze, con esempi pratici, tra giornalismo investigativo, d’inchiesta, di cronaca e culturale. I ragazzi hanno avuto anche la possibilità di valutare anche interviste e spezzoni di film significativi ed inerenti il tema del patto formativo gentilmente forniti dalla tutor scolastica prof.ssa Annamaria Zizza. Come ad esempio un segmento del film “Sbatti il mostro in prima pagina” con un giovane Gian Maria Volontè per significare che il titolo di un articolo non lo fa mai chi ha redatto l’articolo ed una significativa intervista al giornalista Indro Montanelli sull’indipendenza del giornalista dalla politica o più precisamente dai politici. Avrei milioni di casi negativi da citare.

   I ragazzi hanno anche assistito ad una reale rappresentazione in azienda grafica locale di evoluzione della stampa, passando dalla composizione manuale e stampa ad impressione; dalla preparazione al computer ed invio alla macchina offset fino ai nostri giorno con l’avvento della stampa digitale, questo per capire il percorso tra creazione dell’articolo e stampa su cartaceo.

   Mantenendo fede alla nostra linea editoriale e per essere diversi ma innovativi fattivamente, abbiamo posto l’attenzione degli studenti sulle politiche dei beni culturali, del turismo, dell’ambiente e del sociale.

   Per i beni culturali ma ancor più per Storia (origini) Arti (artisti ed artigiani) Cantori (narratori e scrittori) abbiamo visitato la meravigliosa chiesa dedicata a Maria Santissima del Suffragio, del quartiere omonimo detto nel gergo locale “u quarteri ddi motti” eretta nel 1635 ed interamente affrescata nel 1750 dall’acese Pietro Paolo Vasta, scelta per datazione e per definizione del prof. Matteo Donato “anima antica e popolare di Acireale”. Il percorso intrapreso dopo la visita al sito del Suffragio è stato di natura sociale, architettonica ed urbanistica; iniziando dall’antica strada della marina fin  nel centro storico della città. Teatro Bellini e chiesetta di San Camillo compresi.

   Altro passaggio, che reputo assolutamente indispensabile, è stata la visita al sito archeologico di Capomulini, per intenderci l’area che ospita il tempietto romano, risalente al I° secolo a.C. in via Nissoria, 47 (chiuso da 15 anni per opera della Soprintendenza di Catania ma abbandonato da sempre e che noi, con uno sforzo immane, come Associazione Culturale, sollecitando a più riprese, prima il Dirigente Regionale ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana, Dottor Gaetano Pennino, che non ringrazierò mai abbastanza per la cortesia e disponibilità dimostrate e poi la competentissima e fattiva Dottoressa Maria Costanza Lentini responsabile del Polo Archeologico Regionale di Catania ed il Suo preziosissimo staff, ma soprattutto il Comune di Acicatena e l’Assessore Francesco Fichera che hanno reso possibile scerbatura e pulizia del sito dell’area archeologica consentendo così il nostro ingresso, il primo dopo 15 anni, al sito indicato,  da cui si diparte un percorso paesaggistico e naturalistico di rara bellezza e varietà di flora e fauna, verso il Faro, accomunando così archeologia ed ambiente. Grazie alla presenza dello studioso di glottologia e storia greco-romana Alfredo rizza, i ragazzi hanno potuto apprendere e gustare particolari inediti e poco conosciuti del tempietto in questione, oltre a passaggi legati all’origine stessa delle parole comunemente usate, nel dialetto come nella lingua italiana ed altre europee.

   Carla Pellicori, rende partecipi i presenti della sua esperienza: Chi conosce davvero Acireale?

   La città dai cento campanili nasconde bellezze poco note ai più. Non solo centro storico, ma anche vicoli, stradine, quartieri  fanno di Acireale un luogo tutto da scoprire, una città ancora viva delle sue origini e delle sue tradizioni, dai nomi parlanti, che narrano una storia. Come la chiesa del Suffragio, situata nel quartiere omonimo che nel parlato popolare viene chiamato “quarteri ddi motti”.

   Questo nome deriverebbe infatti dalla funzione protettrice della Madonna del Suffragio, alla quale è intitolata la chiesa, verso le anime purganti.

   La chiesa venne costruita nel 1634 per iniziativa di Giuseppe Costarella (abitante del luogo) e grazie al contributo fondamentale  degli abitanti del quartiere, povera gente che diede fondo a tutti i propri risparmi per riuscire ad erigerla.

   Queste masse di indigenti, spesso pescatori, lavandaie o manovali di vario genere, tornati da lavoro sentivano l’esigenza  di raccogliersi in preghiera, ma non venivano accolti nelle chiese principali, la basilica di San Sebastiano e la Cattedrale, sia per il loro basso ceto sociale, sia per la mancanza di igiene dovuta alla loro misera condizione economica.

   Tuttavia il loro fervore religioso e la ricerca di riscatto sociale, uniti ai numerosi sacrifici, ci permettono di vedere la chiesa cosi com’è oggi, abbellita dai meravigliosi affreschi del pittore Pietro Paolo Vasta e dalla statua della Madonna forgiata in Francia.  La presenza di un’ unica navata, dovuta alla mancanza di fondi, sembra rendere la chiesa più raccolta e crea un’atmosfera che induce il fedele alla riflessione.

   Colui che entra nell’edificio ottiene, grazie alle dimensioni raccolte e ai colori tenui, il conforto, tanto agognato da quella povera gente che rese possibile la costruzione della chiesa. Conforto che ai giorni nostri ricevono gli umili nella chiesa di Santa Maria Delle Grazie, seconda tappa del  percorso ideale fra le bellezze meno note di Acireale.

   Anche questa chiesa nel corso degli anni ha assunto un nome che non è il suo, viene chiamata infatti S. Camillo, in quanto, appena ultimata la sua costruzione nel 1730, fu affidata alla cura dei Camilliani. Nel corso dei secoli fu aggiunto un Ospizio in cui nel 1996 fu aperto il Centro di prima accoglienza Casa Sollievo San Camillo, che da quella data ha aperto le porte della chiesa a chiunque chieda aiuto, senza pregiudizi razziali o religiosi. E cosi il sogno degli ultimi di creare uno spazio per loro si è trasformato in una chiesa alla portata di tutti, animata da vera fede e mai pronta ad arrendersi.

 Acireale, di cui abbiamo finora scoperto il lato spirituale e semplice del ceto popolare, nella seconda metà del 1800 presenta in realtà anche un carattere mondano. Quindi, mentre i più umili cercavano conforto nel credo religioso, i nobili tentavano di dare sfarzo ed eleganza alla città con l'edificazione del teatro Bellini che diventò un punto di incontro tra le figure acesi di maggior spicco fino al 1952. Il 15 febbraio dello stesso anno, il teatro venne distrutto da un misterioso incendio e casualità, a distanza di soli due giorni fu inaugurato il cine-teatro Maugeri.

   Questo suscitò le prime polemiche ma stimolò la gente a chiedere la ricostruzione dell'edificio. Malgrado ci siano già stati diversi tentativi di ricostruzione, il teatro appare ancora chiuso al pubblico, probabilmente per l'errata progettazione e per l'inadeguata gestione dei fondi.

   Di questo sperpero rimane prova nella facciata ormai fatiscente e negli interni malmessi, ma nonostante le frequenti denunce da parte dei residenti, la situazione rimane invariata.

   Non è l'unico caso di mal gestione dei fondi, della quale abbiamo un esempio lampante nella Villa Belvedere, fiore all'occhiello di Acireale, da troppo tempo inaccessibile. La villa, luogo di attrazione turistica e stupendo balcone sulla borgata marinara di Santa Maria La Scala, è anche il più esteso spazio verde della città, apre i battenti solo nelle grandi occasioni e nel periodo estivo, precludendo la possibilità di accedervi a chi intenda visitarla.

   Purtroppo il dispendio del denaro pubblico e l' incapacità nella gestione delle risorse fanno di Acireale una città poco attrezzata per la costante offerta di attrazioni turistiche, ma che in realtà offrirebbe siti poco valorizzati e riescono a stupire solo quel turista che ha il coraggio di andare oltre i “soliti luoghi comunemente indicati”.

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   Per arrivare a tutto questo, il nostro impegno parte dal lontano 2010, non abbiamo certo trovato la tavola imbandita, abbiamo dovuto fabbricare il tavolo, abbiamo dovuto scegliere con che cosa apparecchiarlo, motivarne la scelta, selezionato gli invitati ed alla fine presentare il menù. E non è stato facile. Altri adesso troveranno tutto pronto senza investire un solo euro. Noi vorremmo che l’istituzione locale cercasse di mantenere la sovranità sul sito, senza affidarne immagine e gestione ad altri d’oltre stretto, come già accaduto in casi recenti; insomma la possibilità di poter intervenire per suggerirne anche modalità di utilizzo e/o gestione.  

   A questo passaggio, la nostra Associazione, ha dedicato una pubblicazione che chiarisce tutti quei punti che sono stati sempre ignoti anche per la maggior parte dei residenti. Un libro che narra la storia e le evoluzioni o involuzioni di un sito che potrebbe riservare ancora piacevoli sorprese culturali da sfruttare in modo costruttivo. Preciso che secondo me non c’è più nulla da riportare in superficie e quindi di scavare.  

   Alla tutela dell’ambiente abbiamo accostato anche le politiche culturali, alimentari e salutistiche in un percorso turistico, folcloristico, enogastronomico, produttivo, sociale e culturale attorno all’Etna. Abbiamo parlato della nostra ricca e variegata produzione, peculiarità e culture che contraddistinguono l’area etnea. Tutto questo per formare una nuova figura professionale e di cultura atta a ricevere un turismo di qualità e d’elite perché il turismo muove tutto.

   Ho portato un esempio di cosa muove il turismo a partire dai trasporti, dalla ricettività e poi la ristorazione. Un ristorante ad esempio, muove economia per l’ortofrutta, il pescato, le carni, l’enologia ed il beverage in genere, la pasta, il pane, le farine, i lavoratori, i servizi e tantissimo altro. Tutto questo genera reddito e prodotto interno lordo locale e nazionale compresi posti di lavoro.

   Tutto questo ha alimentato una nostra prossima edizione libraria, una trilogia imperniata sull’Etna; quel Percorso Turistico, Folcloristico, Enogastronomico, Produttivo, Sociale e Culturale così distinto: Antologia dell’Etna, Nel Mare dell’Etna e le Stagioni dell’Etna il cui lancio avverrà alla fine di questo mese o nella prima decade del mese di Aprile nella prestigiosa Nuova Libreria Bonaccorso sita nei pressi di Piazza Università a Catania. Abbiamo così creato uno strumento specifico di ampia diffusione quale il libro che da’ la possibilità a questo “narratore” di esprimersi o cimentarsi nella narrazione del territorio e dei suoi contenuti.

   Conclusione

   In ultimo, per quanto concerne questa introduzione mi piace riportare un breve passaggio contenuto in un rapporto annuale dell’ONU.

   Nei grandi processi di cambiamento, climatici, economici, sociali, si impone il ruolo delle città. Esse rappresentano nel loro insieme il luogo, oggi, più abitato del pianeta, il centro di produzione e di distribuzione dei consumi, della trasformazione delle risorse naturali, del degrado delle materie prime, dei consumi idrici e dell’energia. I fenomeni urbani di crescita demografica e di  consumo del suolo, hanno determinato conseguenze complesse nello sviluppo delle città, nell’uso dello spazio, negli stili di vita e nel rapporto tra l’individuo e ambiente.

   In positivo, molti studi anche recenti le accreditano come i luoghi dove la creatività si incrocia con disponibilità tecnologiche e nuove costellazioni sociali. La città, quasi organismo vivente, utilizza i flussi delle diverse energie che la percorrono, anche intellettuali e culturali, come capacità di dare risposte innovative, di proporre soluzioni. E’ in questo modo che mantiene e amplia la sua capacità d’attrazione, pur operando nello squilibrio tra il crescere dei problemi e della loro difficoltà e la vivibilità quotidiana. La città resiliente.

   Le indicazioni delle Nazioni Unite richiamano a meglio definire proprio il ruolo delle città nelle politiche culturali e ambientali, per la conservazione, protezione e miglioramento della qualità dell’ambiente vitale, acqua, aria, suolo, e biodiversità. Individuano a questo scopo vari strumenti di applicazione: pianificazione territoriale, coordinamento delle differenti politiche pubbliche, educazione e informazione, le Agende 21 locali, in modo da assicurare un un’evoluzione sociale ed economica che migliori la qualità della vita attraverso attività che soddisfino gli obiettivi dello sviluppo durevole e sostenibile.

   L’elenco delle iniziative concrete fa riferimento a quanto, emerso da tempo dalle indicazioni dell’economia circolare, è proposto con continuità e insistenza: riqualificazione e ricomposizione urbana; manutenzione del territorio, del suo assetto idraulico e antisismico, delle reti che lo ricoprono; ciclo integrato dei rifiuti per la loro riduzione e trasformazione in  risorsa ancora utilizzabile; abbattimento degli inquinanti con efficaci tecnologie “soft”; ristrutturazione delle reti di trasporto delle persone e delle merci; fonti energetiche rinnovabili per la mitigazione dei cambiamenti climatici e per la realizzazione della smart city; agricoltura urbana per la sicurezza alimentare; valorizzazione dei beni storici, culturali e paesaggistici. Rappresentano un'occasione e gli elementi concreti per la transizione dalla produzione di quantità alla qualità. Sarebbe in questo caso opportuno parlare del brand della città ma lo faremo in altra sede.   

   Noi, come Associazione Culturale “Accademia di Arti e Culture”, abbiamo scritto e documentato pagine culturali sicuramente inedite in questa città, abbiamo una storia e meritiamo rispetto.

 
 

 

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                by Rosario Rigano

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