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ricercatore, storico, scrittore, narratore, giornalista culturale

 

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Evento previsto per mercoledì 4 marzo 2026

Sala stampa del Palazzo di Città - ore 18,00

 

cui sarebbe seguito un breve argomentato compendio su: Aurore di culture e civiltà nella

   Cosa doveva essere la mia partecipazione al mese della cultura e perché la proposta mi è stata cambiata una settimana prima del 4 marzo.

   Premessa: Un convegno, per sua natura, è un incontro dove addetti ai lavori si incontrano per discutere di un tale o più argomenti, per vagliare nuove informazioni in merito, per trovare convergenze o attinenze tra stato delle cose, nuovi studi, nuove pubblicazioni o nuove scoperte. Non è mai previsto grande pubblico anche perché certe materie, in particolare storia, protostoria e preistoria e loro contenuti ad esempio ricerca, archeologia, archeo-astronomia, linguistica, glottologia, paletnologia, assirologia, egittologia ma anche i contributi di studio di biblisti, dei grandi viaggiatori e studiosi, del 600/700 e 800 non sono materie che si studiano a scuola e neppure nelle nostre università. 

   L’originaria proposta inviata all’amministrazione comunale nel mese di novembre del 2025, indicava due date possibili, venerdì 13 o 20 marzo per la presenza di due ospiti non siciliani e come location la sala Galatea. Il programma è un exursus sui miei 20 libri già pubblicati e l’ho definita “Festival letterario”. Sostanzialmente una breve analisi alla sinossi, ai contenuti e al filo logico che li accomuna in quanto tutti dedicati alla Sicilia in un percorso lungo almeno 5000 anni. Una lunghissima ricostruzione che si snoda nei tempi, nei luoghi e negli eventi che hanno caratterizzato la Sicilia sin dalla preistoria, protostoria e storia tra avvenimenti, circostanze, culture, civiltà, peculiarità, tradizioni, miti o leggende, folklore, saperi, linguistica, letteratura, idee, scienza e coscienza di uomini, popoli e loro esperienze che hanno formato lo scibile dei siciliani.

   Vengo informato solo a febbraio che non mi sono state accordate né le date, né la location di sala Galatea bensì unico ospitato/relegato in sala stampa e neppure il titolo della locandina. Rifare tutto daccapo per una proposta diversa. Nuova proposta in fretta e furia che viene classificata come “convegno” non più come presentazione di libri ma il titolo parla chiaro “StoriArtEtnea”.

   Per tale evento, posto che i contenuti riguardano a questo punto soprattutto fini didattici, ho invitato 5 dirigenti scolastici di media inferiore, che avrebbero dovuto far presenziare loro insegnati. Presente una su cinque. Posto che parte del lavoro potrebbe tornare utile a cinque amministrazioni comunali ai fini di preservazione, valorizzazione, promozione, fruizione e gestione del patrimonio archeologico locale, ho esteso l’invito a cinque sindaci del comprensorio etneo; nessuno presente e neppure la commissione alla cultura locale. La verità è che questo genere di proposta non viene più percepita come offerta sociale e culturale semplicemente perché questa politica o chi la rappresenta non ha la più pallida idea di cosa stiamo parlando; quindi più sicuro e confortevole rifugiarsi nell’intrattenimento o l’avanspettacolo di bassa lega, come sempre, oppure quello di rifugiarsi nel fai (spesso ad indirizzo politico locale) che non comporta niente e ti serve una minestrina riscaldata che non porta a niente se non a raccogliere denari pubblici e privati e a volte anche magre figure documentabili.

   Nota di rammarico: Chi viene a questi convegni? Gli anziani che devono ammazzare il tempo ma non è a loro che va’ diretta questa cultura, bensì ai giovani studenti purtroppo attratti (perché indottrinati) da “altro” perché è questo che passa il convento.

   Il mese della cultura diventa così una “estemporanea” da “elite” solo per fare passerella; non mi pare di aver visto ragazzi ai cosiddetti eventi in cartellone ma in ogni caso, i giovani studenti, dai banchi di scuola, si sorbiranno la solita solfa o minestrina riscaldata che dura dal dopoguerra e poi, suona assolutamente fuorviante, ciò che mi ha detto un dirigente scolastico (di media inferiore) sui contenuti dei libri di testo che non contengono assolutamente nulla su preistoria, protostoria e storia VERE della Sicilia “lo studente di Acireale deve sapere le stesse cose che sa lo studente di Bolzano” che poverino ignora persino dove si trovi la Sicilia. O come una dirigente di media superiore “guardi, queste cose non le chiedono agli esami di stato, per cui non servono agli studenti. Un bagaglio culturale aggiornato e al passo con i tempi serve ai giovani non certo ai politici o agli anziani, men che meno agli insegnanti in pensione. Con buona pace dell’organizzazione.   

 

Tutti i libri della Collana Siculina

Siculina: Beni Culturali Sicilia

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 

 

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            by Rosario Rigano

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